Se ne è parlato ieri sera allo Spazio Dibattiti nel Parco delle Cascine
Abolizione, superamento, evoluzione. Tre scenari molto diversi, per tre visioni distinte della soluzione di un problema che comunque lo si giri è a tutti gli effetti uno dei più frequenti nella discussione politica di questi ultimi tempi. L’abolizione delle province, sbandierata dal Governo come copertina della manovra finanziaria estiva, non convince nessuno degli intervenuti al dibattito, moderato dal Capogruppo del PD nel Consiglio Provinciale di Firenze Stefano Prosperi , né come prospettiva, né come reale possibilità o volontà degli stessi che sembrano portarla avanti con convinzione. Sul Palco, assieme a Prosperi, Simone Naldoni, Segretario Metropolitano del PD e Giancarlo Faenzi, Segretario del Coordinamento territoriale dell’Empolese-Valdelsa; assieme a loro il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, la Presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni, il Presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri, e con loro. Dal PD nazionale, in qualità di Responsabile Enti Locali, Davide Zoggia. Inoltre, gradito ospite sul palco anche Federico Tondi, Consigliere Provinciale dell’UDC e Presidente della Commissione Speciale per la Città Metropolitana del Consiglio Provinciale di Firenze.
Un dibattito vero e pieno di contenuti, di punti di vista e di visioni anche abbastanza distanti fra loro, ma tutte con il comune denominatore del rifiuto di una abolizione a priori di una struttura istituzionale tutt’altro che inutile.
«La discussione, che è già stata aperta dai livelli istituzionali, a noi sembra importante e interessante – commenta il Segretario Metropolitano – perché vorremmo tentare di uscire da una semplificazione in verità stucchevole come quella dell’abolizione delle province. È un tema che non può essere raccontato solo in chiave di risparmio, di costi della politica e di sovrastrutture. Pur ponendoci il tema dovremmo fare un ragionamento un po’ più articolato: un ragionamento che richiederà un po’ di tempo, almeno a livello istituzionale».
«Ritengo però – continua Naldoni – che il mio compito come Segretario sia quello di fare un po’ da “lievito” alla discussione, lasciando alle istituzioni il loro compito e assumendo come partito l’impegno di portare la discussione su altri livelli, spostandola nella cittadinanza, fra la gente».
«La semplificazione per cui si aboliscono tre Province per ricavarne una unica solo per tagliare i costi non è sufficiente e non è certo la strada giusta – conclude il Segretario -. È utile invece domandarsi se per le dinamiche sociali, economiche e politiche di questo territorio della Toscana centrale, dove si produce, si lavora, dove il turismo è molto sviluppato, l’attuale assetto istituzionale rappresenti la migliore formula possibile o se ne esistano di più adatte. Occorrerebbe per questo fare un passo oltre. Sarebbe una sfida difficile ma allo stesso tempo affascinante per un’intera generazione di politici. Il rinnovamento dei modi di fare politica passa anche dal coraggio; e noi ne dobbiamo avere per offrire anche una strada politica ad un percorso che ha il suo itinerario preferenziale all’interno delle istituzioni».
«Siamo consapevoli – aggiunge Giancarlo Faenzi – che per sfruttare al meglio le risorse che questi territori hanno è necessario andare a formare un tavolo unico e unitario, dove le decisioni a livello di area vasta siano condivise da tutti. Sarebbe il caso – aggiunge poi il segretario dell’Empolese-Valdelsa – che anche nella politica, oltre che nelle istituzioni, si cominciasse a parlare e a ragionare in termini di area vasta».
«La commissione che presiedo – commenta poi Federico Tondi – on aprirà confronti e dibattiti solamente fra addetti ai lavori, ma porterà il dibattito fuori dal palazzo. Mi piacerebbe che la gente si appassionasse a questo tema. Per noi si tratta di una scommessa, che è quella di dare vita a un livello istituzionale che semplifichi la vita ai cittadini, alle famiglie, ai lavoratori, alle imprese. Ci sarà da lavorare, soprattutto per aprire un dibattito con i livelli istituzionali regionali e nazionali. Occorre tracciare una nuova via che serva da modello anche a livello nazionale».
«Da parte dei pratesi – afferma invece Lamberto Gestri – non c’è interesse per questi temi. A Prato i temi sentiti sono altri: il lavoro, il futuro, le difficoltà di un territorio messo in ginocchio dalla crisi e non solo. Le priorità per noi, in questo momento sono altre. La Provincia di Prato esiste da 15 anni ed è frutto di un percorso al quale hanno partecipato tutte le forze politiche. E poi – continua il Presidente della Provincia di Pratola città metropolitana non è e non può essere la panacea di tutti i mali, perché i problemi rimangono ed è da quelli che dobbiamo partire. Una scelta così importante merita comunque in ogni caso che ci si metta attorno ad un tavolo e si facciano scelte condivise».
«La manovra d’estate, che i cittadini ancora non hanno sperimentato sulla loro pelle, ha visto tagli ingentissimi – dichiara la Presidente Fratoni -. Le Province vivranno una grave penalizzazione rispetto ai servizi erogati, mentre a Roma, o meglio a Palazzo Chigi, rimarrà concentrata gran parte della spesa pubblica. È chiaro a tutti che non si tratta di federalismo, ma dello scaricare il peso tutto sugli Enti Locali. Le Province però, al contrario di quello che la maggioranza vuol fare credere, hanno un ruolo di coordinamento assolutamente irrinunciabile. La proposta di superamento delle Province presuppone però, secondo me, un lavoro precedente che inneschi un processo culturale nel quale i cittadini vengano coinvolti».
«È naturale che non si pensi di sostituire un’importante riflessione attorno ai problemi che il territorio sta vivendo con una discussione sulle alchimie istituzionali – commenta Andrea Barducci -. Questo però non toglie che ci si possa porre un obiettivo. Noi abbiamo vissuto una stagione in cui è salita alla ribalta l’idea dell’abolizione delle Province, proprio quando Stato e Regioni hanno consegnato funzioni importanti a livello di area vasta».
«Le Province non sono la parte molle della filiera istituzionale – continua il Presidente della Provincia di Firenze -. Al loro interno ci sono funzioni importanti che si traducono in servizi e che la manovra mette pesantemente in discussione. Dall’altra parte, inoltre, si impedisce di spendere anche dove i soldi ci sono, con il patto di stabilità»
«Il Governo – aggiunge in conclusione Davide Zoggia – scarica sugli amministratori locali la responsabilità di mettere le mani in tasca ai cittadini. Noi ci stiamo preparando a tornare al Governo e dobbiamo evitare di fare gli errori del passato. Non potremo dire che è solo colpa del centro-destra, e dobbiamo muoverci fin da subito con un percorso aperto e partecipato, per non farci trovare impreparati.
Il PD dice no a nuove Province e apre la discussione dove ci sono aree metropolitane. Si deve lavorare per l’aggregazione di Province contigue»


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